Dogon del Mali: il misterioso popolo delle stelle

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E’ uno dei popoli africani che hanno maggiormente incuriosito il mondo occidentale. Si narra provengano dalla stella Sirio e che abbiano avuto contatti con una civiltà extraterrestre molto evoluta.

Ad oggi vivono principalmente di agricoltura. Le origini sono incerte: alcuni studiosi affermano siano originari della regione del Nilo, secondo altri si sarebbero staccati dal popolo Mossi del Burkina Faso in seguito a lotte tribali.

Molto conosciuta è la loro architettura ed è curioso notare su case e capanne, decorazioni che rimandano alla concezione del cosmo intrise di simbolismi arcani. Tra i maggiori ricercatori che si interessarono a questa etnia si annoverano Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, che vissero a stretto contatto con questo popolo trascrivendole la cosmogonia, attraverso la quale è possibile comprendere il loro modo di intendere la vita.

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Griaule ottenne molte informazioni dallo sciamano dogon Ogotemmêli, che gli rivelò numerose curiosità. Griaule scoprì che i Dogon erano già a conoscenza, oltre 400 anni fa, dell’esistenza della stella del fonio, compagna della stella Sirio, scoperta ufficialmente nel 1844, chiamata oggi Sirio B. E in generale avevano una notevole conoscenza dell’astronomia. Ritenevano per esempio che la luna fosse secca e morta mentre affermavano che Saturno fosse circondato da un anello non visibile ad occhio nudo. Conoscevano anche le lune di Giove e il fatto che i pianeti ruotassero attorno al sole.

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Le case tradizionali dei Dogon

La casa tradizionale Dogon è formata da una stanza centrale affiancata da un ambiente cilindrico con cucina, stanze laterali e vestibolo. Le case non sono provviste di finestre, per questo risultano buie, mentre hanno un terrazzino sul tetto per sistemarvi provviste. Accanto ci sono anche granai a cono. Le case sono formate da blocchi di terra cruda che vengono tenuti insieme con della malta d’argilla, il tutto viene rinforzato con tronchi di palma che sporgono dalle pareti. Grazie all’argilla, le case riparano gli abitanti dal sole cocente e al tempo stesso assorbono il calore per la notte. La pianta del villaggio si dice simboleggi il corpo umano.

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La religione dei Dogon

I Dogon sono animisti e molte delle loro sculture celano significati religiosi. Difatti non vengono esposte al pubblico ma custodite gelosamente nei santuari di famiglia. Queste sculture vengono realizzate secondo processi specifici. Il Dio creatore dei Dogon si chiama Amma e avrebbe generato i propri figli con la sua sposa, la Terra, Yurugu, creata anch’essa da lui.

Dall’unione sarebbero nati diversi figli fra cui lo sciacallo, simbolo del disordine, che a sua volta si unì alla madre, provocando le mestruazioni. Da questi incesti e peccati,  i Dogon ritengono discenda la pratica della circoncisione, che serve a purificare il corpo dalla presenza di elementi del sesso opposto.

Dopodiché, volendo ristabilire l’armonia, il dio supremo Amma generò Nommo, senza peccato, il quale si trasformò in 4 coppie di gemelli. Uno dei gemelli divenne un ribelle e allora Amma, per ristabilire nuovamente l’ordine, ne sacrificò un altro spargendone i pezzi in tutto il mondo. Laddove i pezzi sono caduti, sono sorti dei santuari.

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La danza nei Dogon

La danza per i Dogon è molto importante ed è anche un modo per vivere la loro mitologia. Difatti i danzatori indossano maschere di legno ispirate alle fasi della cosmogonia inscenando la rappresentazione del creato. Attraverso le maschere il mondo dei morti e degli antenati viene connesso con il mondo dei vivi. Si tratta di maschere indossate sul capo grazie a una corda, abbellite da decorazioni di varia tipologia a seconda dell’utilizzo. Esistono anche maschere ispirate alla quotidianità.

La festa più importante è il “SIGUI”, che si tiene ogni 60 anni. Durante questa occasione speciale viene intagliata una nuova Maschera a forma di serpente, molto grande, detta “iminana”.

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I nomi dei Dogon

Tutti i Dogon portano 4 nomi: un nome segreto, un nome ordinario, uno legato alla madre, un nome della classe di età.

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L’architettura dei Dogon

Una delle attrazioni più caratteristiche del paese dei Dogon è il villaggio di rocce di Bandiagara, conosciuto come Falesia di Bandiagara, formazione rocciosa che si eleva a 500 metri sul livello sabbioso sottostante ed estesa per 200 Km. Il massiccio finisce con il picco più alto del Mali, l’Hombori Tondo, di 1.115 metri. Qui si possono vedere insediamenti umani risalenti al XI scolo quando sulla falesia arrivarono i Tellem, popolo di pigmei che vivevano nelle grotte e negli incavi della roccia, arrampicandosi con le corde per proteggersi da eventuali incursioni.

Nel XIV secolo giunsero in questa area del Mali i Dogon, in fuga dalle invasioni islamiche, stabilendosi nella Falesia. I tellem vennero così allontanati e si rifugiarono in Burkina Faso. I Dogon nel corso del tempo tramutarono le grotte in luoghi di sepoltura, che apportarono sacralità e al tempo stesso un fascino misterioso alla Falesia. Essa è composta complessivamente da 300 villaggi, cave antiche e tombe. Ancora oggi vengono svolti riti in maschera dalla forte carica simbolica, che contribuiscono all’aura misteriosa di questa etnia.

Laura De Rosa

Fonte: mirabilinto.com

Copiato:http://www.eticamente.net/57502/dogon-del-mali-il-misterioso-popolo-delle-stelle.html

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Curcuma! Demenza e alzheimer si possono alleviare.

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Il medico capo a Kariya Toyota General Hospital a Kariya insieme ai suoi colleghi

hanno effettuato dei test distinti portati avanti con la curcuma su dei pazienti affetti di alzheimer e demenza senile, dimostrando che la curcuma allevia i sintomi e migliora la funzione cognitiva complessiva.

“In uno studio condotto su tre pazienti con il morbo di Alzheimer, il cui declino e comportamentali e sintomi psicologici della demenza cognitiva sono stati gravi, esibendo irritabilità, agitazione, ansia, e l’apatia, la somministrazione con capsule in polvere di curcuma per più di un anno ha portato ad un miglioramento dei sintomi ”

Consumare per tre mesi un grammo di Curcuma al giorno, può portare dei notevoli miglioramenti.

La Curcuma e una spezia della cucina tradizionale utilizzato abbondantemente in tutta l’India e Sud-Est asiatico per molti millenni, la curcuma è stata oggetto di studi scientifici negli ultimi anni. Gli apparati circolatori, digestivi, e neurologici del corpo, sono positivamente influenzati dalla curcuma, e la lista apparentemente infinita di malattie per le quali la spezia è nota per fornire la guarigione è in continua espansione.
pubblicato sulla rivista Annals of Accademia indiana di Neurologia nel 2008:

“La curcumina come antiossidante, azione anti-infiammatoria e lipofile migliora le funzioni cognitive in pazienti con AD (malattia di Alzheimer)”. “A causa di vari effetti della curcumina, come la diminuzione placche beta-amiloide, degrado ritardata dei neuroni, metallo-chelante, antinfiammatori, antiossidanti e diminuita formazione microglia, la memoria complessiva in pazienti con AD è migliorata.”

Fonte http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2781139/

Qual è il tuo chakra dominante?

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A causa della ricchezza di informazioni su alcuni effetti che i principali chakra causano sulle personalità e quanto interessanti possano essere, ho deciso di condividerli con tutti voi.

Secondo l’autore, ogni persona ha un chackra che è legato alla personalità di base. Ogni persona è governata da un certo chakra.

Il chakra che dà le caratteristiche ad una persona è chiamato chakra dominante. È dal chakra dominante che il temperamento, le tendenze e le fragilità possono essere percepiti come caratteristiche dell’individuo.

Vediamo di seguito:

7 ° chakra (coronario: connessione spirituale)

È improbabile che troveremo qualcuno che ha il settimo chakra come dominante, poiché solo coloro che sono fuggiti dalla ruota delle incarnazioni hanno la reggenza del settimo centro energetico. Se incontriamo qualcuno del genere, sarà al livello di Gesù o Buddha.

6 ° chakra (chakra anteriore: il terzo occhio)

Le persone che hanno il sesto chakra dominante non sono molto comuni perché preferiscono avere una vita riservata e non hanno egoismo nella loro natura di base.

Buoni esempi per questo centro energetico dominante sono: Madre Teresa di Calcutta e Gandhi.

È il chakra degli occultisti con piena capacità, degli istruttori spirituali avanzati, dei donatori caritatevoli.

5 ° chakra (Chakra laringeo: comunicazione, autoespressione, verità)

Il quinto chakra dominante determina una personalità comunicativa e una grande creatività.

Lo spiritualista governato da questo chakra realizza sul piano materiale la diffusione della conoscenza, l’apprendimento che lo porta ad un livello superiore, in cui è molto ammirato dagli altri, sebbene non si senta così apprezzato, poiché l’ego non è esaltato.

Dall’anno 2000, molte anime si sono incarnate in questa fase evolutiva, che determina una fase di rinascita della cultura in generale.

4 ° chakra (chakra del cuore: amore e perdono )

Il quarto chakra dominante è la caratteristica delle anime che hanno ascoltato e seguito il messaggio di Gesù, sviluppando il potere dell’amore sopra tutti gli altri. Quando il quarto centro domina, c’è un grande distacco dai beni materiali, la capacità di perdonare e il grande desiderio di formare gruppi di lavoro a beneficio dei diseredati materialmente.

3 ° chakra (Chakra del plesso solare: ego e digestione)

Il terzo chakra dominante indica una personalità forte e prepotente che rende la ricerca costante di nuove sensazioni un modo per motivare se stessi per l’azione. Le emozioni provate sono espresse positivamente attraverso l’arte. Quando questo centro governa la personalità, la persona ama mangiare bene, ha molta vanità e ha un’intelligenza superiore alla media.

2 ° chakra (Chakra sacrale: energia creativa, autostima e creatività)

Il secondo chakra dominante è una dimostrazione della media dell’umanità nel presente. Sono persone che valutano il consumo e ne estrapolano le compensazioni. Sono sempre alla ricerca della forza vitale e rubano inconsciamente l’energia degli altri. Se è equilibrato, la persona che ha il secondo chakra dominante è magnetica e apprezza i contatti fisici.

1 ° Chakra (Chakra di base: Sopravvivenza)

Sfortunatamente ci sono ancora molte persone che si trovano nella categoria del primo chakra dominante. Sebbene abbiano già superato lo stadio di grado inferiore che collega l’umanità solo con la forza della materia, ci sono ancora molte anime che non sono riuscite ad ascendere e rimangono attaccate ai desideri, all’illusione e alle difficoltà generate dall’estrema limitazione materiale. Ecco perché così tanti crimini, così tanta corruzione. La nostra speranza è che la fase di purificazione accelerata sperimentata dalle persone che hanno il centro di energia di base come reggente finirà in questo secolo.

Valutati. Qual è il tuo chakra dominante? Sii felice di quello che sei!

Fonte: via  ItaliaFeed

Copiato da:http://aprilamente.info/qual-e-il-tuo-chakra-dominante/

 

Tisana di zenzero contro il primo freddo

Autunno: tempo di tisane. Una classica soprattutto in Oriente utilizza lo zenzero. Rafforza lo yang e protegge dal freddo. Zenzero anche per i dolori articolari e i problemi digestivi di stagione.

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Lo zenzero fresco si trova ormai dappertutto: per la Medicina tradizionale cinese è un tonico Yang, apporta calore. Se non apprezziamo il primo freddo di stagione, puntiamo in prima battuta su una bella tisana di zenzero.

Una semplice preparazione

Evitiamo di sentirci “congelati”, con mani e piedi assediati dal freddo. Può risultare utile una tisana calda, magari con lo zenzero. Semplicissima: portiamo a ebollizione una tazza d’acqua con 3-5 grammi di zucchero di canna e 5 grammi di radice fresca. La beviamo quando ancora scotta. Oppure possiamo utilizzare le polveri, magari insieme a un pizzico di Cannella e un po’ di Ginseng. La Medicina cinese vede in questa semplice tisana un aiuto in caso di pressione bassa o quando la glicemia scende troppo rapidamente. Consigliata alle persone freddolose, che soffrono il freddo e lamentano problemi legati alla pressione bassa.

Tisana di zenzero per la cattiva digestione

Può anche essere che con l’arrivo del freddo, e il conseguente cambio di alimentazione, si soffra di cattiva digestione e di reflusso. Manca fuoco nello stomaco, una carenza di Yang in tutti gli organi che “cuociono” i cibi, rendendoli disponibili all’organismo. In questo caso facciamo un succo di zenzero, con un estrattore o una centrifuga, oppure in un mortaio di pietra. Al succo aggiungiamo qualche chiodo di garofano, macinato. Ne ricaviamo un condimento da cospargere sui cibi per migliorare la digestione. Oppure facciamo una tisana facendo bollire la radice di zenzero con i Chiodi di garofano interi: adatta per chi sente una particolare avversione al freddo.

Dolori articolari di stagione

Pioggerelline, vento freddo, giornate senza sole… alcune persone ne risentono sul loro corpo con una recrudescenza di dolori articolari, le artralgie e quel senso di pesantezza che colpisce gambe, mani e braccia. In questo caso il vegetale può essere semplicemente ridotto in poltiglia e applicato sulle parti doloranti con un sacchettino di stoffa. Una proposta migliore consiste nel mettere in un litro d’acqua una parte di zenzero essiccato (60 grammi). Si porta a ebollizione e poi si continua a fuoco basso per mezz’ora. Con questo liquido si imbeve un panno e lo si applica ancora caldo, ma non bollente, sulla zona interessata. Ma attenti ai bruciori e alle tolleranze personali. Esistono ovviamente ricette molto più elaborate, ad personam.

Meno zenzero per le persone calorose

Un’ultima considerazione: in virtù della sua azione riscaldante, Yang, lo zenzero è sconsigliato in caso di febbre e vampate di calore. In generale, è indicato per chi tende a soffrire il freddo, non per le persone “calorose”. Prudenza, se lo assumiamo per via orale, in caso di acidità di stomaco, gastriti e coliti. Meglio evitare in gravidanza e attenti alle allergie.

Fonte: http://www.laltramedicina.it/rubriche/il-mondo-delle-erbe/tisana-di-zenzero-contro-il-primo-freddo/

Bagni di….bosco: rinforzano le difese immunitarie

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E’ una forma di aromaterapia, in Giappone piuttosto quotata. Si ritiene abbia effetti preventivi. Come funziona?
I giapponesi la chiamano “Shinrin-yoku”, gli anglosassoni “forest bathing”. Lo sappiamo: il solo fatto di passeggiare per un paio d’ore nei boschi riduce lo stress, gli stati ansiosi e anche la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Effetto dimostrato da uno studio giapponese*: ma non è la stessa cosa fare la medesima attività fisica in città. Gli alberi danno qualcosa in più. Che cosa?
L’attenzione si concentra ora su una classe di sostanze volatili prodotte dagli alberi, dette “fitoncidi”. Diversi studi hanno dimostrato che potenziano le difese immunitarie, aumentando i globuli bianchi e, in particolare, le cellule “Natural killer” che sappiamo in grado di eliminare virus, batteri e cellule cancerose.
Uno studio effettuato dalla Scuola giapponese di medicina (Tokyo) ha invitato alcune persone a passeggiare nei boschi per due giorni (un paio d’ore al giorno). Subito dopo hanno prelevato campioni di sangue e sono andati a contare il numero delle cellule Natural killer. Alla fine del secondo giorno, il numero era aumentato del 50%. Non solo. Erano anche aumentate alcune proteine cui si attribuiscono attività anti-cancro**.
Che cosa sono i fitoncidi?

Si tratta di composti volatili emessi dalle piante a scopo di autodifesa contro i parassiti. Se ne conoscono circa 5000, compresa l’allicina dell’aglio o il pinene del pino o il mircene del timo e del luppolo.
Insomma, potremmo anche definirli “pesticidi naturali”, in grado di bloccare la crescita di cellule sgradite.
Alcuni fitoncidi rientrano in vari tipi di prodotti come creme solari, antirughe, sbiancanti. Esistono anche spray per riprodurre l’aroma dei boschi cui ci si riferisce con il termine “Green shower” o “Indoor forest bathing”.

*Environ Health Prev Med. 2010
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19568835
**Int J Immunopathol Pharmacol. 2007
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17903349

Fonte:http://www.laltramedicina.it/rubriche/il-mondo-delle-erbe/464-bagni-di-bosco-rinforzano-le-difese-immunitarie/

Le cose che ho imparato…

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Ho imparato
Che crescere
non significa solo fare l’anniversario
Che il silenzio
è la miglior risposta quando si sente una stupidaggine
Che lavorare
non significa solo guadagnare soldi
Che gli amici
si conquistano mostrando chi realmente siamo
Che i veri amici
stanno con noi fino alla fine
Che le cose peggiori
spesso si nascondono
attraverso una buona apparenza
Che la natura
è la cosa più bella di questa vita
Che quando penso di sapere tutto
ancora non so’ niente

Che un solo giorno
può essere più importante di molti anni
Che si può conversare con le stelle
Che ci si può confessare alla luna
Che si può viaggiare nell’infinito
Che è salutare sentire buone parole
Che anche ad essere gentili fa bene alla salute
Che è necessario sognare
Che si può essere bambini tutta la vita
Che il nostro essere è libero
Che Dio non vieta nulla in nome dell’amore
Che giudicarsi non è importante quando realmente importa è la pace interiore
E finalmente ho appreso… che non si può morire per imparare a vivere.

William Shakespeare

Ikebana

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Ikebana (生け花 o いけばな) è un termine giapponese che si riferisce all’ arte della disposizione dei fiori recisi, anche nota con il nome più desueto di kadō (華道).

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La traduzione letterale della parola ikebana è “fiori viventi”, ma l’arte dei fiori può essere anche indicata come kadō, cioè “via dei fiori”, intendendo cammino di elevazione spirituale secondo i principi dello Zen.

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L’Ikebana è un’arte molto antica. Ebbe origine in Oriente (India, Cina), ma solo nel complesso artistico e religioso del Giappone trovò terreno fertile per il proprio sviluppo trasformandosi, da iniziale offerta agli dei, in una multiforme espressione artistica.

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Le origini risalgono al VI secolo d.C., al periodo in cui il buddhismo, attraverso la Cina e la Corea, penetrò nell’arcipelago nipponico introducendovi, fra le altre, l’usanza delle offerte floreali votive. In origine l’arte dei fiori era praticata solamente da nobili e monaci buddhisti, le classi elevate del Giappone; solo molto più tardi si diffuse in tutti i ceti, diventando popolare con il nome di Ikebana.

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Il primo stile, piuttosto elaborato, fu il Rikka, che nella composizione comprendeva la presenza di sette elementi: i tre rami principali e i quattro secondari. In seguito fu elaborato uno stile più semplice, il Nageire, al quale seguì il Seika, un Rikka semplificato, meno austero del Nageire. In epoca moderna ogni scuola adottò un proprio stile personale e si cominciarono ad usare anche vasi bassi dal bordo poco elevato, e sassi, rami secchi ed altri materiali naturali.

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Tutti gli elementi utilizzati nella costruzione dell’ikebana devono essere strettamente di natura organica, siano essi rami, foglie, erbe, o fiori.

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Nelle composizioni dell’Ikebana rami e fiori sono disposti secondo un sistema ternario, quasi sempre a formare un triangolo. Il ramo più lungo, più importante, è considerato qualche cosa che si avvicina al cielo, il ramo più corto rappresenta la terra e il ramo intermedio l’uomo.

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Così come queste tre forze si devono armonizzare per formare l’universo, anche i fiori e i rami si devono equilibrare nello spazio senza alcuno sforzo apparente.

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Fonte del testo:https://it.wikipedia.org/wiki/Ikebana

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Le foto sono state prese in rete

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Pablo Neruda sul Desiderio

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Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell’aitante volto,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia
e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe
.

Pablo Neruda

 

Aforismi

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Non vado avanti se qualcuno mi spinge ma solo se qualcosa mi attrae

 

Quanto manca alla vetta? Tu sali e non pensarci. Friedrich Nietzsche

 

Vorrei essere una lacrima per nascere dai tuoi occhi, vivere sul tuo viso e morire sulla tua bocca JIM MORRISON

 

«Per l’amore non vi è cura, però è l’unica medicina per tutti i mali.» (Leonard Cohen)

 

“Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo.„ Bob Dylan

 

“E nei momenti peggiori cosa faccio?” chiese il Guerriero “Semplice” rispose il maestro “stringi i denti e vai avanti.”

 

Affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. A muso duro – Pierangelo Bertoli

 

Certi pensieri sono delle preghiere. Ci sono momenti in cui qualunque sia l’atteggiamento del corpo, L’anima è in ginocchio. Victor Hugo

 

 

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Bisogna vivere non esistere

 

Il tempo. Unità di misura assoluta. Inarrestabile e sfuggente. Non si può controllare. Non si può fermare. Si può soltanto godere di ogni attimo. Senza rimorsi. Senza rimpianti

 

Se Dio non avesse fatto la donna, Non avrebbe fatto il fiore Victor Hugo

 

I sogni sono necessari alla vita Anais Nin

 

Ahi che fatica mi costa, amarti come ti amo!

Garcìa Lorca

 

C’è sempre un grano di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grano di logica nella follia.

Friedrich Nietzsche

 

Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male.

Friedrich Nietzsche

 

Si ama il proprio desiderio e non la cosa desiderata.

Friedrich Nietzsche

 

Nella vita, in ogni cosa che fai, mettici il cuore. Mettici il cuore. Capiterà anche che sbaglierai, sii preparato a ricevere di tutto…….. Tu però,mettici il cuore Daniele De Patre

 

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La Spirale di Fuoco.

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In Astrologia I segni Zodiacali si suddividono in Segni Cardinali: Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno; Segni Fissi: Toro,Leone, Scorpione e Acquario; Segni Mobili: Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci. In Astrologia dell’Anima le Croci Cardinali sono 4 Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno. Le Croci Fisse invece Toro, Leone, Scorpione e Acquario. Le Croci Mobili  Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci.

Sempe in Astrologia dell’Anima queste Croci sono abbinate  alla Trimurti Indiana:  a Brahma le Croci  Cardinali ovvero l’Idea Iniziale o Costrutore di Mondi , a Vishnu le Croci Fisse  quello che deve mantenere il più a lungo possibile l’idea iniziale darli Leggi etc  e a Shiva le le Croci Mobili che devono concludere l’Idea Iniziale ovvero portarla a termine e Distruggere i Mondi. Queste tre Divinità sono come per i Cristiani Padre, Figlio e Spirito Santo stesso Significato Simbolico.

In questo articolo vorrei parlare della Costellazione del Leone e il suo ruolo nell’ Evoluzione dei Mondi Inteso anche come Sistemi, Pianeti, Soli etc. La Costellazione del Leone si può suddividere in tre Gruppi di Stelle che noi chiamiamo Cratere, Coppa e Corvo. Cratere prende l’Energia dalle profondità del Cosmo ovvero di Costellazioni, Galassie, Sistemi, Soli, Pianeti etc Antichi  e la trasmette a Costellazioni, Galassie etc più Giovani e Viceversa. Coppa invece è come dire si può paragonare alla Coppa del Sangue Reale che trasmette Leggi Genetiche di quegli  Universi più antichi da dare agli Universi più Giovani e viceversa. Invece il Distruttore Corvo deve distruggere tutte quelle Leggi che non vanno più bene e creare le condizioni per le Nuove Leggi.

In questa Costellazzione del Leone si parla anche di Regalità, Nobiltà etc. perciò è chiaro un concetto;  il compito è che l’Energia deve essere trasmessa con la massima precisione dagli Universi più Antichi a quelli più Giovani per discendenza diretta ovvero di Sangue Reale come nella Nobiltà Terrestre. Così pure i Matrimoni o Unioni tra Mondi, Razze e sottorazze che vi sono compresi. Mi fermerei qui per adesso. Grazie. Un Saluto a tutti.